La farsa del ponte

Allora: il Comune decide di costruire un ponte tra Piazzale Roma e la Stazione di Venezia. Qualcuno maligna: è il ponte di Benetton, che vuole un accesso più veloce alla ferrovia, visto che l’ha comprata lui…
Vabbè, si fa il concorso internazionale, e lo vince un “grande” architetto spagnolo, Santiago Calatrava.
E chi lo conosce? E chissenefrega? Però visto che a Venezia c’è una grande (?) facoltà di Architettura, tutti a dire che urca! ma come? non conosci Calatrava? bravissimo! eccezionale! grande architetto.
Il sottoscritto degli Architetti con la “A” maiuscola comincia ad averne abbastanza, primo perché sono dei cagoni incredibili, e poi perché a Venezia ne hanno combinate più di Bertoldo. Basti pensare ai “pastrocchi” con i progetti per la Fenice che mancavano di pezzi, che poi sono stati annullati e rifatti…
Sta di fatto che ‘sto ponte (ammazza che roba! un capolavoro!) cominciano a farlo. Ma nel cammin di nostra vita si scopre che – guarda un po’ – non è accessibile ai disabili.
Ma che bravo Calatrava!
Non solo: gli fanno notare la cosa, chiedendogli di aggiustare il progetto.
E lui che risponde? Neanche per sogno! Mi rifiuto!
Risultato: il Comune a proprie spese progetta un montascale “a scomparsa”, e glielo invia per vedere se gli piace!
E non lo prende nemmeno a calci in culo…

Annunci

One thought on “La farsa del ponte

  1. Sugli architetti e’ meglio che non dica nulla. A Senigallia hanno fatto un teatro (la Fenice), rovinandolo, una piazza (del Duca) in centro, rovinandola. Meno fanno meglio e’. 😦

I commenti sono chiusi.