HA HA HAAAA!

(ANSA) – TORINO, 27 AGO – ”Non abbiamo fatto nulla, ma la soluzione si avvicina”. Luciano Moggi, quando e’ cosi’ esplicito, stupisce quasi: quella sul conto di Fabio Cannavaro e’ una vera e propria ammissione.
(ANSA) – TORINO, 31 AGO – Zlatan Ibrahimovic e’ il grande colpo di mercato della Juventus. Battendo la concorrenza con un vero blitz, il club torinese si e’ assicurato le prestazioni del centravanti dell’Ajax, di nazionalita’ svedese ma di origine slava, che a ottobre compira’ 23 anni.
Grande! Il più grande! Non ce n’è per nessuno!
Quel che ci voleva per mettere un po’ di pepe al c… di Del Piero.

Minestroni e giornalisti

E vabbè, siamo alla nuova puntata della guerra innescata da tempo tra blogger e giornalisti. Nel suo nuovo editoriale su P.I., Massimo Mantellini ne scrive una nuova pagina, scagliandosi questa volta anche contro i giornalisti delle agenzie, che hanno “scopiazzato” – a suo dire – i blog in occasione della vicenda Baldoni.
Io non me la prendo, per carità. Ma sono giornalista d’agenzia e mi diletto di blog. E un punto di chiarezza su questo minestrone lo vorrei fare, innanzitutto distinguendo ruoli e mezzi e professionalità. Lasciando perdere innanzitutto i vari Feltri e compagnia, che con questa questione non c’entrano.
Innanzitutto mi pare che dalle considerazioni di Mantellini (passate e presenti) si nasconda il solito rischio del “nuovo che cancella il vecchio”, riedizione della Tv che distrugge la radio, della Tv che soppianta il cinema, del web che soppianta il giornale…
Io non santifico né demonizzo i colleghi del “sistema ufficiale” dei media: ne posso anche indicare (con nomi e cognomi) le cialtronerie. Ma “copiare” da un blog notizie che non si troverebbero in altro modo non è sbagliato: è usare il web come fonte e dargli una credibilità, una volta che essa è stata verificata, e nel caso di Baldoni mi pare che ne valesse la pena. Questo fa bene al web e ai blog, credo, e senza che i giornalisti degli altri media snobbino quelli che hanno un blog.
Però, attenzione, torna il discorso polemico del “blogger meglio o peggio degli altri”. E qui si rischia di fare una confusione di ruoli che porta lontano dal capire dove sta andando il web e l’informazione.
Cerco di spiegarmi: io i blog li leggo, e posso trovarci cose-notizie, ossia informazioni che hanno il carattere della notizia, cioè della novità. Ma questo lo posso trovare (e l’ho sperimentato) in mezzo a tante cose che notizie non sono, e – per carità – è bene che non lo siano: commenti intelligenti, opinioni ben più elevate di tanto opinionisti, battute, informazioni tecniche. Questa è la caratteristica della fonte, che ha il dovere, per suo conto, di accreditarsi come autorevole.
Ma le notizie le cerco principalmente nei media che hanno come compito istituzionale quello di dare notizie. Se voglio una notizia, vado a leggere il Corriere o l’Ansa, o anche Repubblica.it, perché lì dei giornalisti professionisti dediti solo a quello cercano, vagliano e pubblicano notizie.
E questo è un lavoro duro, durissimo, per chi lo vuole fare seriamente. Qui esiste una professionalità che non deve – o dovrebbe -essere improvvisata.
Se voglio spunti, opinioni intelligenti o chicche curiose vado a leggere Mantellini, Macchianera, Pandemia e compagnia, e magari ci trovo uno scoop, come quello della caduta di Mammucari a Senigallia. Ma questo accade in maniera estemporanea. E magari – tanto per restare a Pandemia – troverò approfondimenti di carattere ambientale e saprò che Luca Conti in materia non scrive boiate. Ma questo è appunto il ruolo di fonte che chiunque – sia esso iscritto o no al famigerato Ordine dei Giornalisti – può e deve fare bene.
Questo credo sia il punto di partenza per ogni critica alle storture di una professione che secondo me ha ancora un senso, anche nell’epoca del web e dell’editoria diffusa. D’altronde, editare non vuol dire pubblicare per forza notizie.

Categorie Web

Quando si dice “belle persone”

“Enzo non c’è più e nessuno potrà mai ridarcelo ma è anche qui, insieme a noi, con quello che ci ha lasciato e che nessuno potrà mai toglierci.
Enzo andava incontro alla vita con un sorriso. Era un inguaribile ottimista e i semi di questo ottimismo germoglieranno nel mondo.
Ora abbiamo bisogno di vivere il nostro dolore tra di noi. Per questo non faremo altre dichiarazioni, pertanto vi chiediamo di lasciarci soli e di non tornare”.
Giusy Bonsignore

A corredo di quel che scrivevo qui sotto, tutta la famiglia deve essere additata per la sua testimonianza, non solo il povero Enzo Baldoni. Una testimonianza non di un “fiancheggiatore di Al Qaeda”, come stupidamente hanno scritto certi squallidi imbrattafogli, ma di una persona e una famiglia che oltrepassano le paure che qualcuno vuol continuare a incutere, e su cui qualcun altro specula. Di persone che testimoniano la speranza, una virtù che molti hanno dimenticato.

In morte di un blogger

Non ne sapevo l’esistenza fino a poco prima del suo rapimento, quando ne parlò Pino Scaccia.
Tanto basta qui per onorare la memoria di Enzo Baldoni, morto ad opera di banditi che non hanno in mente il bene del loro Paese, ma una furia (forse) cieca, e basta.
Ci sarà del tempo per capire, anche per approfondire la bella persona di Baldoni. Bella anche come si vede dagli occhi di sua figlia quando legge l’inutile appello, o dalla compostezza del padre a chi gli faceva domande sciocche.
Qui mi viene solo da esecrare certi colleghi che fanno titoli stupidi, e che forse preferiscono la miseria dell’inviato col culo di pietra, o di quello che sta seduto nelle hall degli alberghi di lusso e fa il copia e incolla di agenzie.
Baldoni era un vero giornalista, altri non lo sono.

Arieccoli!

Sono reduce da una serata assolutoria nei confronti dei poveri calciatorini italiani ad Atene, dove Vincenzo D’Amico e lo spiritosone Mazzocchi si rimbeccavano amichevolmente sul tema “Ma sono viziati o no?”, conclusa con le lamentose accuse ai giocatori del Mali, colpevoli di una presunta aggressione alla fine della semifinale fortunosamente vinta al supplementare.
Poi si scopre che a innescare la rabbia degli africani è stato un gestaccio offensivo e volgare del “povero” Sculli: mano sul “pacco” in faccia agli sconfitti, che si sono abbastanza incavolati.
Sempre più viziati, idioti e volgari.

Fini, l’AC e le due Chiese

Sulle polemiche e sull’opportunità di invitare Gianfranco Fini al pellegrinaggio dell’Azione Cattolica a Loreto sta montando la polemica, innescata anche da un “furbo” corsivo di Famiglia Cristiana.
Da “esperto” del campo, io direi che sta evidenziandosi quello che era tenuto nascosto, cioè il bipolarismo che, come per la società e la politica, esiste anche nella Chiesa cattolica italiana.
Per chi ha una certa esperienza di militanza nell’associazionismo cattolico, è ovvio mettere qualcuno da una parte e qualcun altro dall’altra. Prima del Concilio Vaticano II c’era solo Azione Cattolica, nella veste di sostegno collaterale di segno anticomunista, forse un po’ miope rispetto alle novità che stavano per venire.
Così dopo il Concilio la galassia del mondo cattolico esplode, c’è chi va a sinistra (movimenti, comunità di base), c’è chi va a centro-sinistra, ed è l’Ac. Ma non lo dice, perché il suo statuto le impone di tenersi fuori: ma come si fa? E infatti ne esce gente come Rosi Bindi, Alberto Monticone, Raffaele Cananzi.
C’è chi va con chi gli fa comodo, ed è Comunione e Liberazione, che lega con Andreotti, Craxi, Forlani, oggi con Berlusconi. Nel segno di una concezione politica del tpo “sto con chi mi fa comodo”, turandosi il naso anche quando la stagione della Seconda Repubblica avrebbe voluto far sperare in un respiro a pieni polmoni.
Ed è chiaro che è questa la linea egemone (non si sa se vincente). Pare a tutti chiara la benevolenza della Conferenza episcopale sotto la presidenza Ruini verso chi – come il centro destra oggi, o il CAF ieri – concede alcune “cose”, come i soldi alle scuole private o il riconoscimento degli insegnanti di religione, o alcune petizioni di principio (non supportate da azioni concrete) sull’identità cristiana dell’Europa. E si tura il naso su alleati beceri del tipo leghista, o su leggi dall’impronta razzista, come la Bossi-Fini. Un comportamento da lobby più che da istituzione che dovrebbe vigilare e annunciare verità scomode.
Che si stia allineando a questa linea anche l’Azione Cattolica, finora sempre attenta a distinguere piani, tanto cervelloticamente da risultare incomprensibile, non lo saprei. Certo che Fini a Loreto ci sta come i cavoli a merenda: parla di oratori (altra “concessione” governativa alla CEI) senza sapere che cosa sono (forse conosce le cellule fasciste…), parla di una legge che lui non ha mai letto, rappresenta un partito i cui militanti non rinnegano persecuzioni fasciste, avvenute proprio contro l’Ac.
Visto che da quelle parti ci abita e lavora, è un ex dell’Ac, e per di più odia le ipocrisie, Antonio andrà almeno a fischiare?

Post veloce dopo due giorni indaffarati

– Che belle le Olimpiadi, se non ci fosse il calcio (olimpico e non). alzi la mano chi no è rimasto schifato dopo essersi sciroppato le due partite quasi contemporanee delle nazionali. Lenti e squallidi quelli di Gentile, inutile Pirlo (ma che farebbe nel Milan senza Gattuso e Kakà?), solitario Gilardino. Pessimi i “maggiori”, Materazzi penoso, Bazzani un signor nessuno, Volpi da serie B.
– Gli sport che non si vedono mai in TV bisognerebbe mandarli 24 ore su 24. Per esempio, la scherma e il nuoto.
Federica Pellegrini sarà costretta a emigrare a Milano perché a Mestre, dove è stata allevata ed è cresciuta, non ci sono piscine da 50 metri! E una piscina è redditizia, visto che quelle esistenti sono letteralmente prese d’assalto.
Qui in laguna invece si discute da anni – e per fortuna non lo si è ancora fatto – sul nuovo stadio in terraferma. Che sarebbe una cattedrale nel deserto, mai usato se non nel fine settimana. Con po’ po’ di squadra che ci troviamo, poi…
– Moggi, per favore, cedi Legrottaglie a chi vuoi tu, e vendi al Real Madrid Del Piero, che tanto quelli comprano tutti.
– A Cortina D’Ampezzo, sotto un tendone, c’è il Porta a Porta dell’estate

Quel cappio al collo

Qualche tempo addietro scrissi dei tanti suicidi e dei troppi silenzi che circondano il carcere…Ricordo la risposta indifferente.
Mi sono chiesto spesso qual’è il volto nascosto dietro le righe di una notizia. Qual’è il volto e la storia dell’ultimo uomo scivolato in “SCACCO MATTO” in un carcere.
Quanto quest’ennesimo suicidio risarcisce in termini di umanità, al di là della mera notizia?

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Ce piaceva tanto de chiacchera’

Andava così bene con la mia tariffa 1088 light, senza scatti alla risposta.
Ho resistito alle chiamate dei call center che mi proponevano opzioni su opzioni.
E tutto d’un tratto, alla prima bolletta dopo le vacanze, ho scoperto che – bastardi – hanno cambiato le tariffe: per le chiamate ai cellulari hanno abbassato sì il prezzo al minuto, ma hanno messo lo scatto alla risposta. E mica poco: 0,15 euro, 300 lire!
Che gli prendesse un colpo!
Non mi sembra molto corretto, tuttavia, cambiare senza avvisare. O no?