Ecologisti ed eco-illogici

Luca ha mandato una mail in cui critica l’idea di Legambiente di mescolare l’iniziativa “Puliamo il mondo” coi temi della guerra in Iraq, del rapimento delle due italiane, assieme a uno sconclusionato invito ad accendere una candela per la pace. Mi sembra una critica giusta, anche se Legambiente comunque resta un’organizzazione tra le più serie. Certo, più del partito dei Verdi, sempre più mortalmente abbracciato a No Global e Centri sociali, dove i Cortiana hanno meno visibilità di fronte alle gazzarre dei Cento o delle Zanella.
Sempre più difficile fare gli ecologisti seri (forse sarebbe migliore il termine scientifico ecologi). Segnalo, fra l’altro, uno strano tentativo di sdoganare posizioni anti-scientifiche incarnate da un certo Antonio Gaspari, che imperversa da tempo sostenendo fra l’altro che gli allarmi sull’effetto serra sarebbero generati da una visione apocalittica “pagana”, che l’Ogm va bene, e lo direbbe persino il Vaticano. Ipotesi stiracchiate che trovano spazio nella rivista ciellina “Tempi“.
Alquanto strano che si cerchi pervicacemente di accreditare l’esistenza di un ecologismo cattolico, più ecologico dell’ecologico, contro ogni scienza e ogni ricerca seria.
Era quello, fra l’altro, che chiedeva Gianfranco Bologna, coordinatore scientifico del Wwf: la ricerca seria è quella che utilizza il metodo scientifico, che dubita prima di tutto dei propri risultati. E comunque il problema non è screditare qualcuno o accreditare qualcun altro: è, semmai, quello di ricercare assieme, e porre domande serie alla politica. Per esempio sulla sostenibilità dello sviluppo, su quanto potranno durare il nostro regime di vita e i nostri consumi.
Da questo puntio di vista, preferisco sentirmi eco-logico.