La grazia del carcere che c’è

Quando il silenzio circonda il “pianeta sconosciuto” da farlo apparire una sorta di terra di nessuno, è da questa discrepanza che si creano le basi per lo sgretolamento del senso di sicurezza: discrepanza tra ciò che è realmente, e ciò che si vorrebbe fare apparire.
Ma al male non si risponde con altro male, bensì con la fermezza dell’umanità ritrovata, la quale non ha occhi da utopista né da illusionista, ma comportamenti coerenti con lo spirito delle leggi, quelle vigenti, non quelle altre a venire che sanno di scartoffie impolverate.
Qualche volta occorre scendere dal proscenio e prendere atto che il carcere è ridotto come è, anche a causa di alcune leggi in disuso, le quali non sono mai state correttamente applicate, e di questo scempio la colpa è antica, risale a ieri, all’altro ieri, anzi forse a domani.
Infatti non porta voti né santificazioni occuparsi seriamente della galera, non è salutare guardare con pietà a chi sbaglia e deve pagare, non è innovativo a sufficienza spendere di più per prevenire e mettere mano alle leggi esistenti per renderle davvero operative, quindi efficienti ed efficaci.
Non può bastare la giustificazione che in carcere non ci sono operatori sufficienti, che per colmare le assenze ed i vuoti istituzionali, debbono lavorare il doppio o il triplo, per tentare di fare andare bene le cose.

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Carità pelosa

Fanno vent’anni da LiveAid, o meglio, da BandAid, che, ho visto, viene celebrato in questi giorni in pompa magna da MTV. Che ormai sta messo peggio di Mollica: tutto bello, tutto mitico, tutto storico.
Io mi dissocio: cos’era quella “roba”, se non una colossale macchina promozionale per i dischi dei cantanti che si sono prestati all’operazione?
Ve lo ricordate il motivo? Un’orribile accozzaglia di tastiere con un bodobom-bodobom di sottofondo, qualche campanellino din-don-dan.
C’era Sting – che usciva con il suo primo Lp solista – a cui hanno fatto cantare, in una botta di originalità “… the bitter sting of tears…”!
C’era Bono che “weeeeell tonight thank God it’s them!”, con lo stesso riff di “In the naaame of looove”, che guarda caso era appena in vendita.
C’erano le Bananarama che… ma tanto non cantavano.
C’erano Duran Duran e Spandau Ballet, c’era Boy George che faceva “oho!” ogni tanto. Ma per piacere.
C’era Bob Geldof, i cui Boomtown Rats erano appena squagliati, e che stava per fare carriera da solo (per poco, per fortuna…).
“FEED THE WORLD”… ma dove? Che risultato ha portato quell’operazione, se non l’ennesimo appello all’elemosina che nulla ha risolto?
Da allora (“We are the world” ha fatto il paio… e chi ricorda “Italy for Africa”?) i musicisti si sono sentiti in dover ogni tanto di lanciare i loro insulsi appelli per i vari problemi del mondo, dalla fame all’Aids, dalla guerra alla droga (di cui sono i primi consumatori in misure massicce). Peccato che l’unico messaggio
dovrebbe essere: vuoi eliminare la fame? cambia il tuo stile di vita…
Adesso qualche sfitinzia e sfitinzio fa una nuova versione di “Do they know it’s Christmas”, con risultati orripilanti.
E MTV applaude…

Un lavoro coi blog? Luca ci prova

Luca di Pandemia apre Ecoblog. Che c’è di nuovo? Di nuovo c’è che si tratta di un lavoro, cioè di un blog il cui curatore viene pagato (o spera di esserlo…).
Insieme ad altri amici, infatti, Luca ha messo su un network, Blogo, specializzato nel cosiddetto “nanopublishing”. Una via alternativa – e si spera redditizia – a quella degli ormai vecchi “canali” dei portaloni del giornalismo on-line, che stanno soffocando.
La logica potrebbe essere vincente: contenuti specifici, scritti da esperti, costi minimi di pubblicazione (il blog lo consente), quindi possibilità di accogliere inserzionisti che possano pagare (Google Ads).
In bocca al lupo!

Categorie Web

Menti chimiche

A Venezia vogliono indire un nuovo referendum. Nooo, non ancora sulla separazione tra Venezia e Mestre: di quello ne abbiamo piene le scatole.
No, stavolta è un referendum contro gli impianti chimici sul territorio lagunare, in pratica contro il Petrolchimico. Brucia la vicenda processuale, con le assoluzioni dei dirigenti per le morti di oltre 200 operai (e chissà che succederà in appello…), si mescola un bel po’ (forse troppo) di paura per incidenti come quello di due anni fa all’impianto Tdi, che fece balenare la paura di una strage per la vicinanza ai depositi di fosgene.
Posto che non so se sia un referendum possibile – ma mi dicono che consultazioni così si possono fare, per la devolution – io modestamente vorrei scendere.
Posto che io il Petrolchimico lo vorrei vedere svanire da subito, su questa vicenda c’è chi ci sta marciando politicamente, incutendo paure irrazionali nella gente. E’ questa è una cosa vergognosa, da dittatura sudamericana.
La politica, invece, che ci sta a fare? Che ci vuole a chiudere tutto?
Paura per la sorte di 2.000 operai o poco più?

Non solo Gentilini

Il recente sciopero al Gazzettino mi ha permesso di scoprire un nuovo blog, fatto da uno che, credo, sia un giornalista o comunque una persona attenta ai media locali.
Posto che non so chi sia, mi sembra utile segnalare un trevigiano che scrive in maniera urbana. Lontano mille miglia dal (vice)sindaco sceriffo alfiere della “toleransa dopio-xero”.
Quanto al Gazzettino, la maggioranza di quel giornale è in mano (salda) di un patto di sindacato comandato dai Benetton, che sono gli stessi che in pratica comandano in quella città di cui sopra, e che ha eletto le giunte di cui sopra. E che qualcuno continua a sostenere sia una borghesia liberale “illuminata” solo perché Toscani gli faceva la pubblicità…

“L’isola dei famosi… e poi ci sarebbe questo Muniz” (Gene Gnocchi)

Aspettando con ansia qualche commento di Dave o Zoro, qui si deve dire che:
– La Ventura è definitivamente sbiellata: credendosi onnipotente si erge a figlia-di-Dio bacchettando don Mazzi. Il quale purtroppo ha il difetto di essersi incastrato nel tritacarne TV e di non saperne uscire;
– Quattro a chi scrive i testi alla suddetta, e tre a lei che li legge sul gobbo a velocità supersonica dimostrando di non capirci un’acca;
– Unica nota di merito alla sbiellata è quando, improvvisando, lancia battute feroci contro se stessa (ad esempio ieri sera col machete regalato da Totò Schillaci);
– Ma la partecipazione a un reality rende una persona tale da non poter poi prescindere dallo sfracassarci in ogni altra ora catodica con le sue inutili opinioni sul mondo?
Per il resto, quattro ore tolte al riposo…