Gazzi amari

Vabbè, si torna a parlare di Gazzettino, perché la notizia è questa.
E questo vuol dire un po’ di cose. In sintesi:
1 – In Veneto – e nel sedicente NordEst – ci sono degli industrialotti che sapranno far bene scarpe, maglioni e mosaici (i riferimenti, per chi li conosce, ci sono tutti), ma cultura e opinione pubblica, insieme, no;
2 – Il più grande giornale (nel bene e nel male) di questo Tri-Veneto lo diamo in mano a un “foresto”, che almeno l’editore lo sa fare. E questo è una sberla in faccia al Governatore che spingeva per mantenere tutto in mani locali. Con quali conseguenze politiche, non se lo immagina neppure lui;
3 – Il neo (prossimo) padrone del Gazzettino è uno che fa – anche – autostrade, e passanti pure. Qui a Nordest c’è un bel bottino da spartire, e Caltagirone un piede in regione ce l’ha messo. Tu Gilberto, tienti le Autostrade, che basta e avanza.
4 – Si stanno “affilando” le lingue: a quando un bel reportage aulico e immaginifico sul Mulino Stucky, sull’Udc…?
Intanto, i giornalisti seri sperano in un cambio di direzione (non solo in senso di luogo geografico)

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