E adesso?

Il successore di Pietro se ne sta per andare dal “Principale”, con una partecipazione mondiale alla sua sofferenza che non ha eguali per altri al mondo. Da questo punto di vista, la sua grandezza, come Papa, è (stata) immensa forse unica: per usare un concetto il più sintetico possibile, Giovanni Paolo II ha mostrato quanto la vita di fede riesca ad essere vissuta e incarnata in maniera personale, anche da chi riveste un ruolo istituzionale così alto. Ha operato – diciamo così – una netta rottura con lo stereotipo della gerarchia “inamidata” e imbarazzata-imbarazzante. Peraltro la sua testimonianza è ancora purtroppo isolata: basti pensare a un qualunque prelato.
Quanto all’importanza di ciò che ha fatto… bè, è certo stato un Papa provvidenziale, l’uomo giusto al momento giusto. Ma questo forse dipende anche e soprattutto dal Principale.
Dal quale sarà bene comunque non distogliere gli occhi, quando quelli di Karol si chiuderanno su questa terra.