Profilo di un manager

Alfredo Meocci è nato a Verona 52 anni fa.
Laureato in pedagogia.
Pubblicista dal 1975 è diventato giornalista professionista nel 1982.
Giornalista del Tg1 dove è rimasto dal 1982 al 1990, nelle redazioni Esteri, Interni e coordinamento. Ha condotto in studio due edizioni del Tg1 fino al 1990.
Assessore alla cultura del comune di Verona (dal 1991 al 1993).
Eletto deputato del Ccd, di cui è stato anche portavoce con competenza sui problemi dell’informazione e dell’editoria.
È stato componente della commissione di Vigilanza sulla Rai, della Commissione speciale per il riassetto televisivo e della commissione cultura della Camera.
È stato vicepresidente dell’Ente Lirico Arena di Verona.
Il 12 febbraio del 1998 viene nominato dal Senato componente dell’Autorità per le garanzie nelle Comunicazioni, nella commissione Servizi e Prodotti e vi rimane fino a marzo di quest’anno.
In quella veste si è occupato con grande attenzione dei problemi legati al rapporto Tv e Minori. Ha votato contro la decisione dell’Autorità di multare Rai e Mediaset per un importo pari al 2% del fatturato 2003, provvedimento poi impugnato davanti al Tar per il superamento dei tetti pubblicitari.
Che c’azzecca?

Piccolo-spazio-niente!

Sarà pure morta, ma io non me n’ero accorto, tanto ormai è pervasiva. Eppure, come dice da tempo Grillo, e come ha ripetuto sul suo blog, per convicere anche i presunti intellettuali “alla Platinette”, è solo uno degli effetti più allucinanti della nostra economia drogata.
Quindi, più che la pubblicità, bisognerebbe dire che è la nostra economia a essere “morta”. O almeno sperarlo, tanta è la ripulsa per la società dei Vip che ammorba le cronache estive.
Paura? No, direi, anche perché, cristianamente, mi rifaccio alla spiritualità di San Francesco: essenzialità e sobrietà.
P.S.: Su “La7” c’è la trasmissione “Gli spottambuli”, ennesimo tentativo di dimostrare che la pubblicità è bella ed è bene che ci sia altrimenti i creativi non creerebbero… Tutte balle: è la replica delle “Notti dei pubblivori” della Raitre di Guglielmi, hanno lasciato anche il vecchio jingle tra uno spot e l’altro…

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