Mi ricordo Collina verde

Adesso tutti a rimpiangere l’ex arbitro Collina, che ha fatto il gran gesto, sbattendo la porta dell’Aia perché si è sentito sfiduciato.
Solo qualche piccola considerazione:
– Siamo sicuri che fosse il migliore? A parte Perugia 2000 (che resterà scolpita nella rabbia degli juventini), l’ultima prestazione mooolto dubbiosa – tra l’altro intrenazionale – risale al quarto di finale Chelsea-Barcellona, con il gol decisivo degli inglesi convalidato nonostante fosse palesemente irregolare.
– Il buon Pierluigi ha detto di non sopportare di essere stato posto davanti al dilemma arbitraggio-soldi. Al di là dello sponsor, non ha detto chiaramente quale sarebbe stata la sua scelta.
– Ad ulteriore riprova dell’ambiguità del personaggio, non è che l’Opel sia uno sponsor qualsiasi, paragonabile alla Diadora per la Roma, che è solo sponsor tecnico: è il “main sponsor”, quello che dà una valanga di soldi al Milan.
– Perché nel mondo arbitrale basta un “ok” verbale del presidente dell’Aia per firmare un contratto pubblicitario, e non un’esplicita autorizzazione scritta?

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6 thoughts on “Mi ricordo Collina verde

  1. Solo sponsor tecnico? E che cosa vuol dire, che non è sponsor? La scritta Diadora è visibile bene in grande sulle maglie dei giocatori della Roma e la Roma risulta come squadra sponsorizzata dalla Diadora sul sito dell’azienda (lì non si dice sponsor tecnico, si dice sponsor e basta, perché ho la sensazione che quella distinzione la facciamo solo noi).
    Detto questo – e cioè che non vi è alcuna differenza qualitativa, ma solo quantitativa – fra i casi Collina-Opel-Milan e arbitri-Diadora-Roma (con Collina testimonial, che quindi prende dalla Diadora soldi a parte), sono assolutamente d’accordo con chi sostiene che Collina doveva scegliere e continuare a fare l’arbitro era incompatibile con l’accettazione della sponsorizzazione. Mi sarebbe piaciuto che qualcuno avesse sollevato prima i problemi di incompatibilità, avesse detto prima che non basta essere onesti (come credo sia Collina) ma bisogna anche apparire tali agli occhi di tutti, almeno quando si è un personaggio pubblico come lui.
    Per quanto riguarda Collina miglior arbitro del mondo, mi ha divertito anche il paragone fatto qui.

  2. Non farti auto-pubblicità…
    Per quanto riguarda Diadora, mi risulta che faccia maglie e scarpe da sport, quindi se la Federazione si fornisce da Diadora (come in passato da Adidas) diciamo che in fondo è anche comprensibile. La Opel fa automobili e sgancia soldoni e basta, al Milan, e pure a Collina.
    Piuttosto: Collina di lavoro fa il promotore finanziario Fideuram, perché ha fatto da testimonial al Conto Arancio???

  3. Diadora può fare anche bulloni o recinzioni metalliche, è sponsor come tutti gli altri: degli arbitri e della Roma, come la Opel di Collina e del Milan. Anzi, peggio ancora: la Diadora, oltre che fare lo sponsor della Roma, dava anche soldi a Collina per farle da testimonial. Dovete ancora rispondermi: dov’è la differenza? :-))

  4. Diadora fornisce le sue (orrende) maglie agli arbitri. E ad altre squadre, oltre che alla Roma. Mi sfugge se solo Collina abbia fatto da testimonial alla ditta veneta, ma – ripeto – è sponsor tecnico nel senso letterale.
    Se facesse bulloni, sarebbe nella stessa posizione della Opel.

  5. Rispondo con ritardo e soltanto su alcuni fatti incontrovertibili.
    1. Diadora fornirà le sue maglie anche ad altre squadre, ma a pagamento, come posso fare io quando entro in un negozio. Diadora in Italia è sponsor soltanto della Roma. Per conferme ecco il sito dell’azienda.
    2. Collina è l’unico arbitro testimonial della Diadora. In caso di dubbi controllare il sito di cui sopra.
    3. Sponsor tecnico è una distinzione introdotta dai giornalisti. Un alto dirigente della Diadora, in un articolo pubblicato pochi giorni fa in prima pagina sulla Gazzetta dello Sport, definisce la sua azienda sponsor. Senza aggettivi. Proprio come la Opel e la Tamoil. Volete essere più realisti del re?

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