Se uno vuol capire un po’ il Nordest

Era stato un mercoledì come tanti. Un mercoledì d’inverno del Nordest. Nel corso della giornata le strade si erano riempite di pendolari e Tir. Lunghe file avevano intasato autostrade, statali e provinciali. A Padova e Vicenza, per l’ennesima volta, l’inquinamento aveva superato i limiti di legge. Il cavalcavia di Mestre, in piena notte, era ancora un serpentone di mezzi pesanti che avanzavano lentamente nei due sensi di marcia. Merci legali e illegali che andavano e venivano dai paesi dell’est. Quel giorno avevano chiuso i battenti altre quattro aziende, la più grossa aveva cinquantuno dipendenti. Altri quattro capannoni vuoti con la scritta affittasi, tradotta anche in cinese. Di capannoni aveva parlato nella mattina un docente di urbanistica della Facoltà di architettura di Venezia. Ai suoi studenti aveva spiegato che, a forza di costruire 2.500
capannoni l’anno, erano stati sottratti al paesaggio agrario ben 3.500 chilometri quadrati e che nella sola provincia di Treviso c’erano 279 aree industriali, una media di quattro per comune.


Incipit di Nordest, l’ultimo libro di Massimo Carlotto

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Li mejo der quartierino

C’è un linciaggio in atto. Lo so che qualcuno non sarà d’accordo, ma per me si tratta proprio di questo. Ed è un linciaggio da parte di una elite, o almeno di persone che credono di far parte di un’elite: i blogger.
Oggetto: Beppe Grillo, che ha “invaso” la loro sfera riservata e intellettuale, intanto aprendo un blog, e tenendolo aperto, non come Prodi che si può pigliare per i fondelli. Poi (orrore!) ha lanciato una serie di iniziative, magari un po’ populiste, che però hanno rotto le scatole a un certo establishment della carta stampata, anch’esso snob.
E allora cosa succede? Si applica lo sport preferito dai blogger: il distinguo. Questo non si fa, questo non è bene, sei incoerente.
Siccome Beppe non ha la scienza infusa del blogging, non usa l’ultima piattaforma open source, si tutela contro chi vuol far soldi con una copia illegale del suo spettacolo (sì, illegale: come se io vendessi in un negozio la cassetta TDK duplicata di un disco…), è un bricconcello.
D’accordo con le precisazioni e qualche distinguo sul merito di certe iniziative. Ma non condivido la berlina tout court.