La consacrazione

E così, dopo aver fatto mangiare tofu ai calciatori, cacciato allenatori, fatto formazioni, allontanato giornalisti scomodi dallo stadio, Flaviano Tonellotto compare finalmente a Sabato Sport su Raidue, Serie A su Canale 5 e infine al Pruciesse di Biscardi (sempre con la stessa camicia), il che sancisce la sua definitiva trasfigurazione in un fenomeno da baraccone.

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Simpatico stupro

Buzziolo colpisce ancora:

“Una sorta di colpo di fulmine, un’irrefrenabile passione deve aver colto un albanese di 24 anni, con regolare permesso di soggiorno, che ha abbracciato e baciato una ragazza in via Tiberio decianni, qui a Udine. Peccato per lui che la ragazza non lo conoscesse affatto, e, anzi, non avesse la benché minima intenzione di intrecciare con lui, non si dice una storia d’amore, ma probabilmente nemmeno una semplice amicizia”.

E così Ivan Scalfarotto fa le pulci a Cacciari sulla famiglia e ciò che non dice la Costituzione. Io, però, non ci sto.
Innanzitutto perché si tratta, appunto, di un giochetto di parole: l’articolo 29 della Costituzione infatti recita: “con i limiti stabiliti dalla legge a garanzia dell’unità familiare”. E allora si rimanda alla legge, sancendo, fra l’altro, il principio dell’unità nella famiglia. Unità… E il divorzio, allora? Incostituzionale?
In realtà ci sarà qualcun altro che tirerà fuori tonnellate di giurisprudenza, ovviamente, e non sto qui a discutere.
Ma è ovvio, per quelle righe che ho citato, che si rimanda a una legislazione per stabilire il concetto di famiglia, e quella legislazione si chiama Codice Civile, quello che viene letto a chi si sposa, in municipio come in chiesa. E lì si parla di uomo e donna, forse anche perché, ai tempi della redazione della Costituzione e del Codice, lo si dava per scontato. Erano “retrogradi” – poveretti – i costituenti (tranne che sulla devolution, però…).
Diciamo che la Costituzione inserisce come principio fondante della società italiana, e lo ha fatto con un dibattito in Costituente tra tutti gli schieramenti, l’istituzione-famiglia, un’istituzione certo di carattere naturale, non artificiale come – ad esempio – la democrazia (eh già, la democrazia è una sovrastruttura, no? non è che ce l’abbiamo innata). E mette norme a tutela, con anche doveri, come quello della mutua assistenza tra coniugi e del sostentamento dei figli.
Se si ascoltassero con attenzione queste parole in municipio e in chiesa forse i matrimoni diminuirebbero, chissà…
Comunque, diciamo che, ab origine, l’idea è che la famiglia abbia un ruolo sociale, e questo è sancito dalla Carta fondamentale della Repubblica. Sta anche di fatto che la cultura e la società sono andate per un’altra strada, privilegiando della famiglia l’aspetto privato del rapporto tra due individualità con diritti che possono anche collidere (divorzio). Certo, il matrimonio non va inteso solo come mero contratto legale, ma come legame d’amore, ma c’è questa deriva che mette da parte il ruolo fondamentale di questa “cellula” di società.
Che c’entra questo coi PACS e con unioni omosessuali? Credo che non c’entri. Con l’evoluzione della società e di questa cultura individualista (ognuno pensi se crede che sia un bene o un male) c’è stato il rifiuto della famiglia come istituzione, da parte di aree della popolazione, tanto da rifiutare non solo il sacramento cattolico, ma anche il patto civile. Si sta insieme finché si sta insieme, casomai ognuno per la sua strada. va bene, liberi di farlo, no? Anche le unioni omosessuali nascono in trasgressione a quel modello di famiglia. O no?
Intanto quel dettato costituzionale resta, quel diritto civile resta, quei principi restano, scritti. Senza contare che larghe fasce di popolazione ci credono ancora. O no? E non è mica facile tirar su una famiglia-quella-solita, anche perché l’Italia non ha certo aiutato le famiglie.
Mi domando: perché chiedere diritti che equiparano unioni (etero- o omo-)volutamente precarie e nate per contrapposizione alla famiglia, senza che per queste unioni si pretendano uguali doveri? Perché ce ne sono sempre di più? E il dettato costituzionale (+codice civile) dove va a finire?
Mi sembra evidente che non sono cose da liquidare con un giochetto di parole, e la famiglia non è un valore da disprezzare così alla leggera perché è “cattolica”. A meno ancora una volta di parlare e pensare con quell’atteggiamento laicista sprezzante che sa tanto di razzismo, e non voglio nemmeno pensare di persecuzione.
(via Treviso Nietzsche)