Gate da pelare

Macchianera (o meglio Sasaki) riepiloga in maniera eccellente il caso Plame-Rove-Libby(-Miller-Rossella, aggiungo io). Una bruttissima storia, che ha fatto – per inciso – 2.000 morti americani in Iraq più altri degli eserciti “alleati”. E che resterà nelle coscienze di chi ha favorito questa dissennata guerra.

Per non dimenticarli

Ho ricevuto e pubblico:
Siamo i familiari di Alberto Bonanni, l’italiano deceduto nel terremoto pakistano.
Alcuni operatori della ONG INTERSOS che, lavorando in Pakistan da anni, avevano avuto modo di conoscere Alberto e di apprezzarne la disponibilità, ci hanno proposto di intitolare alla sua memoria un campo di accoglienza per i terremotati nei pressi di Balakot.
Questa iniziativa ha tutta la nostra adesione ed il nostro appoggio. Sarà non solo il modo migliore di ricordarlo. Sarà soprattutto un modo per riportare l’attenzione su una tragedia dalle proporzioni immani troppo presto dimenticata. Tragedia che, in mancanza di vittime occidentali ( l’unico è stato Alberto) non ha scosso coscienze né mosso ondate di solidarietà internazionale.
E sarà un po’ come mantenere in vita Alberto, seguendo gli ideali di solidarietà e di pace che lo hanno e che ci hanno da sempre ispirato.
Per contributi al Campo d’accoglienza “Alberto Bonanni” di Balakot :
ONG INTERSOS :
c/c postale n. 87702007 – intestato a INTERSOS – via Nizza, 154 – ROMA
– Bonifico bancario presso la Banca Popolare Etica con le seguenti coordinate:
CIN S – ABI 05018 – CAB 12100 C/C 555000.

Mica un Santo(ro)

A me, l’intervento di Michele Santoro da Celentano non è dispiaciuto, magari qualche blogger più sinistrorso avrebbe voluto un bell'”antiproclama”, anche se bastavano le squinternate pause del molleggiato, che, per inciso, fa sempre lo stesso programma da almeno dieci anni.
Un uomo emozionato, stanco, provato, ma innamorato di quel che vorrebbe fare.
Però bisogna sempre ricordare, e mai mitizzare. In fondo, Santoro è un uomo di Tv, è entrato in Rai grazie a fortissimi appoggi politici, e a suo modo è (stato) un uomo di potere, finché il potere gliel’ha concesso. E’ vero, ha rotto le scatole a tutti. Ma attenzione, che in fondo è uguale a tutti gli altri.
Quanto poi ai vari epurati “bulgari”, diciamo che mi manca molto Enzo Biagi, ma non certo Luttazzi: il suo “Satyricon” era una trasmissione brutta, lenta e fatta male. Molto, molto meglio il vecchio “Barracuda”, che poi Satyricon aveva ricopiato fedelmente, con un po’ più di volgarità gratuita. Molto molto molto meglio ancora, quando Luttazzi era trattenuto per le briglie dalla Gialappa’s, con i vari Fontecedro (cosmico!), Panfilo Maria Lippi e l’annunciatrice di Rete4.
Inutile dire che Berlusconi, a Sofia, aveva fatto solo i nomi di questi tre (Buiagi, Santoro e Luttazzi, non la Gialappa’s!): nel tempo si sono “autoaggiunti” a questa lista di proscrizione – cercando di ottenere un po’ di pubblicità – anche Fabio Fazio (!), e pure il buon Marco Travaglio, che prima dell’intemerata da Luttazzi era semisconosciuto, poi si è avviato verso una fulgida carriera di opinionista.

Adesso si fa sul serio

Finalmente, le cifre parlano sul serio e dicono che, d’ora in poi, si va dietro a Prodi o si va alla malora. Basta con gli Scalfarotto, per piacere, anche voi blogger con la puzza sotto il naso. La posta in palio era ed è troppo grossa, basti vedere come i Tg Mediaset hanno pompato la boutade di Mastella. Basta vedere la battaglia mediatica scatenata da Berlusconi e compagnia, che dopo l’approvazione (alla Camera) della legge elettorale stavano cercando di accreditare la storia che nel Paese stavano governando bene, che non c’era povertà, e le quisquilie tipo Pacs le lasciavano alla sinistra, che si scannassero tra di loro. E hanno fatto fuori in silenzio chi non la pensava come loro (leggi Follini).
Capito, cari blogger, adesso, qual è la posta in gioco?
Adesso basta, quando il gioco si fa duro, i duri cominciano a giocare. E tre milioni alle primarie gli stanno mettendo una paura fottuta, non le quisquilie e i distinguo radical chic.