In piedi e in silenzio

Siamo i familiari di Alberto Bonanni, l’italiano ancora disperso ad Islamabad.
Il dramma personale che stiamo vivendo non può farci dimenticare l’immane tragedia che ha colpito la gente del Pakistan. Ci sono decine di migliaia di persone che sono morte (tantissimi i bambini !) e molte di più quelle che hanno perso tutto. Aiutiamoli!
E’ questo l’appello che rivolgiamo alle Istituzioni ed alle persone comuni.
A nome nostro, ed anche a nome di Alberto che in Pakistan vive da più di sette anni. Ad ogni suo ritorno ci teneva a farci conoscere le cose belle di quel Paese, che non è solo “ estremismo islamico e donne col velo”. Alberto ci ha sempre raccontato dei tanti amici che ha laggiù, delle esperienze positive condivise, della ricchezza artistica e culturale di quella gente. Gente che va soccorsa e aiutata, in nome della stessa solidarietà e della stessa partecipazione piena d’affetto che abbiamo sentito intorno a noi in questi giorni di grande angoscia.
Daniela Bonanni
UPDATE: Putroppo Bonanni è stato trovato morto. Ma la lezione di dignità resta.

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Per la serie “giornalisti vs. blogger”

Oggi è uscita una notizia interessante, che qui riporto per un contributo al consueto (o desueto) dibattito su web e informazione:
Sia su carta che su Internet, i quotidiani italiani si caratterizzano per la scarsa interattività con i lettori, che non influenzano più di tanto i processi di produzione e distribuzione dell’informazione: il dato emerge da un’indagine condotta da una ricercatrice dell’Universita’ di Udine sui siti dei più importanti quotidiani di 18 Paesi europei, tra cui anche le principali testate nazionali.
La ricercatrice, che opera presso il corso di laurea specialistica in Linguaggi e tecnologie dei nuovi media, presso il campus di Pordenone, ha evidenziato come, nei siti web italiani di informazione, il 90% dei lettori di Corriere della Sera, Repubblica, La Stampa e Il Sole 24 ore non è interessato all’interattività; i forum di discussione hanno avuto un certo impatto culturale nelle redazioni giornalistiche, ma in generale i lettori dei giornali on line non sarebbero così lontani dal pubblico dei cartacei.

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La madre dei fessi

Mondoloma riporta una illuminante riflessione di un presunto portavoce dei ggiovani d’oggi sulle vicenda Lapo Elkann:

La mia generazione si sente sola e le singole individualità, soprattutto le più privilegiate, rischiano di non trovare riscatto nelle passioni e nelle idee, ma nei vizi e nei piaceri più pericolosi. Ci vuole rispetto, pudore e pazienza per affrontare il problema della droga nel mondo giovanile.

e ci aggiunge, a commento:

Insomma, essere ricchi in un mondo di cococo, disoccupati, pensionati e mutui a gogo, i poveracci da compatire sono quelli di successo?

Inutile dire che il vecchio Loma ha ragione da vendere, e che Diaco, nella sua prosa contorta e vacua, si commenta da solo.