Maqualeutility?

Mi telefona da casa mia moglie, un po’ irritata: “Ti ha cercato una signora XY e non mi ha voluto spiegare perché, per la legge sulla privacy…”.
Chiamo. E’ una società di riscossione crediti, per conto di Vesta, mutilutility di Venezia. Mi dice che ho una fattura di 147,03 euro da pagare, relativa alla TIA (Tassa rifiuti, ma la chiamano “tariffa di igiene ambientale”…), scaduta nel luglio 2004 e relativa al mio vecchio appartamento. Gentile, mi indica come pagare, a quale fax inviare l’eventuale vecchia ricevuta o quella nuova. Buongiorno.
Metto giù, e ci penso su. Ma come? Ho traslocato nel dicembre 2003, ho chiuso subito ogni contratto, e questi mi vogliono far pagare una fattura emessa sette mesi dopo?
Richiamo la signora della riscossione, che non ha alcun elemento se non il numero della fattura e l’emissione, giugno 2004.
Vuoi vedere che quei furbi della Vesta me l’avevano inviata al vecchio indirizzo, io non l’ho mai potuta pagare, e adesso mi trattano da pezzente o – peggio – evasore? Eppure, quando ho fatto tutti i cambi e le cessazioni di contratto (da Vesta acqua e rifiuti), l’ho fatto una volta sola, da un solo impiegato, e gli ho dato tutti gli indirizzi…
Chiamo il call center Vesta, e scopro che, effettivamente, è il conguaglio della Tia del periodo luglio-dicembre 2003 per il vecchio appartamento, e ammonterebbe, secondo loro, a 129 euro, circa 20 euro in meno. Chiaro, ci sono le commissioni alla società di riscossione.
Al che io faccio presente: il problema è vostro, che non avete mandato la bolletta del vecchio contratto al nuovo indirizzo, non posso pagare perché i vostri database sono ‘na ciofeca (non gli ho detto così…).
Risultato: sono invitato a pagare l’importo inferiore presso lo sportello della Vesta, e ci mancherebbe altro. Problemino: non ho nessun pezzo di carta in mano, solo dei numeri che mi sono stati forniti via telefono. E la società di riscossione? Come l’avverto? Le mando il fax con la ricevuta Vesta? E se la cifra non corrisponde alla loro, che fanno? Mi pignorano la tazza del cesso?
to be continued

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2 thoughts on “Maqualeutility?

  1. Fossero questi i problemi :))
    Comunque..
    La società di riscossione B è incaricata dall’ente creditore A, di incassare un certo ammontare. Ovviamente, se A ti dice che puoi pagare direttamente a lui (ovviamente senza le commissioni), la società di riscossione B se la prende in quel posto. Nulla piu’ devi a lei. L’ente creditore A ritirerà la richiesta e amen.
    Da qualche parte esisterà un contratto che lega le due società, che dice che B potrà prendersi un certo ammontare dei soldi oppure una quota di morosità da addebitare al debitore (i 20 euro, insomma),
    le modalità variano.
    In alcuni casi, esperienza mia ad esempio l’INPS anche qualora tu paghi all’INPS direttamente il tuo debito (il tuo x100, tacci loro :(( ) devi ANCHE comunque pagare all’ente riscossore la sua parcella per averti rotto le scatole. Questo però accade quando, come a Roma, l’MPS fa le veci dello Stato nella riscossione.
    Nel tuo caso è una “semplice” società di recupero crediti, a cui è stato eseguito un mandato per recuperare i soldi. Se non li recuperano sono problemi loro, non tuoi.

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