Il Travaglio di destra

Filippo Facci tira fuori il cronista di giudiziaria che Ŕ in lui e apre un bel po’ di scheletri dall’armadio rosso.
Un paio di osservazioni, dalla mia personale esperienza nei corridoi della Procura a Venezia:
1. Nordio fece una mega inchiesta sulle Coop rosse che non prov˛ nulla sul presunto flusso di soldi dalle cooperative agricole venete al Pds occhettiano-dalemiano. Tanto pi¨ che chiuse con una richiesta di proscioglimento per D’Alema che lesse “a rovescio” il famoso teorema del “non poteva non sapere”. Furono provati solo fallimenti delle suddette coop agricole, in varie regioni, che furono trattate come singoli processi, molti dei quali finiti con assoluzioni.
2. Lo stesso Nordio port˛ a termine con maggiore successo l’indagine della Tangentopoli Dc-Psi, che finý con condanne in primo grado e patteggiamenti in secondo grado (ma si dice “rinuncia ai motivi d’appello”…) per i “Dogi” Bernini-De Michelis. L’indagine era stata avviata dall’allora pm Ivano Nelson Salvarani.
3. A differenza di Marco Travaglio, per il quale quelli “di lÓ” sono tutti ladri e mascalzoni, per Facci la conclusione sarebbe “il pi¨ pulito c’ha la rogna, quindi uno a uno e palla al centro”: questo era il senso del famigerato discorso di chiamata in correo di Craxi, che cercava (e ottenne) in Parlamento l’immunitÓ, e quindi l’impunitÓ.
Concludendo: non saprei che fare, tranne che mandare tutti a casa. O forse, ripartire dalla politica vera e propria per giudicare “amici” e “nemici”.
Per˛ Berlusconi che dice di non aver mai mischiato politica e affari fa ridere l’intero pollaio. E anche la porcilaia.