Ti asciughi gli occhi…

Sì, certo, siamo carogne, siamo anticlericali comunisti, o clericofascisti, per la pena di morte o per l’aborto, con Bush o contro Putin, col Berlusca o con Prodi, leggiamo il Foglio o il Riformista, odiamo Gates e amiamo Google ma in segreto li invidiamo tutti.
In fondo però siamo persone che ogni tanto sono prese da dolci malinconie.

Poste-non-pay

Non bastavano i gentili tentativi di estorsione (ah, la Strozus si rifatta timidamente viva, ma ho respinto per ora l’assalto…). Adesso l’obiettivo dei miei improperi è più importante: le Poste Italiane.
Capita che, dai bassifondi delle carte di casa di mia mamma, spuntino alcuni Buoni Postali, sottoscritti a partire dall’89 da mio padre, morto nel 2001 senza lasciarci, purtroppo, alcuna istruzione per l’uso. I più vecchi, appunto, sono dell’89, e appartengono a una serie (AD) di durata decennale, e sottoscritti in un ufficio di Venezia
Ora, se non lo sapete, i Buoni postali hanno questa simpatica caratteristica: maturano interessi fino a un certo termine (per questi, 11 anni), poi nient’altro; se non li si incassa entro 10 anni dalla scadenza, infine, si prescrivono (come i reati di Berlusconi) e “passano in cavalleria”, cioè le Poste se li incamerano, e buonanotte al secchio.
Insomma, ci sono questi buoni da verificare, e la storiella si divide in tre parti:

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