Prendi per il cesto la Cei…

…e poi scopri che Avvenire ha una rubrica dedicata ai blog, che riferisce del “sondaggio interno” su “che cos’è” ‘sta roba, e lo fa, tra l’altro, usando sul giornale il modo giusto (a mio parere) per citare i post su carta, e cioè indirizzo e data, invece di lunghi URL illeggibili.
E – guarda guarda sti cattolici – vede la cosa positivamente in prospettiva.

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Scoop nel web

Qualcuno si ricorda il “buco” che la scorsa estate Repubblica.it diede sulle dimissioni di Carraro dalla Figc?
Bene, ieri Panorama.it ha “bruciato” anche se stesso, pubblicando lo scoop del poliziotto indagato nell’ambito dell’inchiesta-casino su Unabomber.

Cos’è un blog

Allora:

Il blog è – finalmente – il modo in cui Internet si è rivelato nella sua intera potenzialità, cioè quella di connettere persone e intelligenze, per permettere lo scambio di idee, confidenze, battute, ragionamenti.
In una parola, è un’ulteriore occasione per creare comunità tra persone in maniera più sincera e approfondita. Per questo piace più della Tv, che sta stufando perché ti mette dentro una “Massa”, mentre tu sei “Persona”.
Tu mi dirai: c’era già la piazza, il bar l’oratorio. Certo, e sarebbe bene che ci fossero ancora. Intanto però ne abbiamo un’altra, e molto, molto più allargata. Così il mondo diventa il nostro paese (anche se questa frase mi sembra un po’ retorica… ma va bene lo stesso).

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Questo ci è

Il ministro della Solidarietà sociale, Paolo Ferrero, oggi:

Lettera aperta ai compagni e alle compagne disobbedienti del nordest:
Cari compagni e compagne domani saro’ in Veneto e Friuli per partecipare alle assemblee regionali sull’immigrazione che abbiamo promosso come Ministero della Solidarieta’ sociale. Si tratta di un serie di assemblee che abbiamo organizzato in tutta Italia con lo scopo di ascoltare le organizzazioni dei migranti, le associazioni che operano su territorio e gli enti locali. Vi scrivo questa lettera per un solo motivo: mi pare sarebbe una buona cosa se la messa in discussione o la contestazione di quanto fatto, o non fatto, dal Governo avvenisse utilizzando lo spazio dell’assemblea stessa. Mi pare infatti che la possibilita’ di far emergere le soggettivita’ che sul territorio hanno lavorato in questi anni non dovrebbe andare sprecata. Per quanto mi riguarda queste assemblee non sono una zona rossa inaccessibile, ma uno spazio pubblico di discussione e in tal senso ho rivolto una precisa richiesta anche al ministro degli Interni.