Beninteso, io col Festival della canzone italiana (non svizzera, Meneguzzi!) mi diverto con alcune famiglie di amici a passare la serata finale a base di pizza e promostici. Ma potrei fare lo stesso, che so?, con la finale di Champions o quella di Amici (non ditelo a mia moglie, sennò è capace di organizzare un happening seduta stante).
Però, dopo aver visto TUTTA la serata di ieri, visto che ero solo e fuori casa, mi chiedo:
Perché Sanremo si dovrebbe identificare con Baudo? Chi lo ha stabilito? Chi ha detto che a Sanremo ci deve essere la solita sigla del cappero, la valletta mora e quella bionda (quest’anno no, ma siamo lì), le giurie, la sezione giovani, le novità che novità non sono, campioni che sono tali solo perché vanno al festival e poi scompaiono?
Per me, Sanremo e(ra) innanzitutto Filogamo, poi c’è stato anche Bongiorno, ma anche Fabio Fazio, Bonolis, Carrà, Ventura. Tra l’altro queste ultime due con canzoni molto, ma molto migliori di quelle selezionate da Baudo.
Baudo era l’imperatore della TV anni ’80, quando faceva lo stesso anno Domenica In, Fantastico e anche Sanremo, e poi lo cacciarono perché aveva strarotto i maroni. Possibile che non ci sia niente di nuovo?
Ogni anno dicono che al centro ci Saranno le canzoni. Ogni anno, ogni stramaledettissimo anno. Ma allora fatele sentire, ste canzoni, ed evitate i siparietti, i musical stonati della Hunziker.
Ieri sera – tanto per dire delle canzoni – ho seguito in silenzio la bella canzone di Cristicchi in uno strano ma suggestivo duetto con Sergio Cammariere. Peccato che prima ci fosse stato un inutile e retorico sproloquio di Baudo, fattosi improvvisamente serio e compunto. Si vedeva lontano un miglio che non credeva assolutamente alle parole che stavano fuoriuscendo a caso dalla sua bocca. Alla fine della canzone entra come un elefante e fa “SANREMO DOVREBBE ESSERE TUTTO COSI’!”.
E allora, vecchio bacucco, perché fai venire Al Bano, Meneguzzi, Zero Assoluto (nomen omen) e altra robaccia?
Ecco perché non acquisto più un CD da anni, eccezion fatta per un cofanetto di De André a Natale.

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