Paolo mi propone

Paolo Valdemarin immagina una professione diversa da quella del giornalista: in parole povere, non voglio un controllo “a valle” di ci˛ che scrivo.
I giornalisti (almeno quelli di agenzia) fanno giÓ il lavoro pi¨ duro di controllo e verifica delle fonti. A monte, appunto, della pubblicazione. Poi ci sono i colleghi che non sanno utilizzare il materiale che noi gli offriamo (ho un esempio fresco, magari ne scriver˛…), ma questo Ŕ un altro discorso.
Il Web2.0 per ora giudica “a valle”, diciamo una volta che la frittata Ŕ fatta.
E’ come chi prova un’auto uscita dalla fabbrica, non il collaudatore, ma l’utente finale.
Non mi serve, o mi serve poco, per migliorare l’essenza del mio lavoro.
Io voglio uscire da una routine che mi “obbliga” in gran parte a vagliare “altre” fonti (mail, comunicati, marchette…). Vorrei che ‘sto web2.0 mi facesse tornare all’antico della professione, del giornalista che le notizie la scova.
A te (o ad altri) la palla.
UPDATE: Vedo che anche Dalla Pasqua nutre seri dubbi, sul versante per˛ del telelavoro

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