Relata refero

Questa recensione Ť stata redatta da Chicca su richiesta di Valerio:
Un bellissimo libro:si mantiene avvincente dall’inizio alla fine. Ha la capapcitŗ di descrivere, anche con metafore, gli stati d’animo delle persone che compaiono nella storia, e sa trattare anche i personaggi secondari come se fossero protagonisti dei loro microcosmi.
Riesce a tenere celato il mistero alla base della trama fino alla fine, pur svelandolo lungo la vicenda, facendone scorgere aspetti qua e lŗ, per cui il lettore non Ť “frustrato” dal non capire, ma parallelamente alla protagonista intravvede con chiarezza sempre maggiore le vicende, che sono inquietanti e terribili, ma anche profondamente umane, che sono alla base della vita della scrittrice di cui viene scritta la biografia.
C’Ť un limite: enfatizza troppo il “sentire parallelo” tra gemelli, che fa da filo conduttore della storia. Ma ci puÚ stare.
(Per Valerio: so che avrai da ridire…)

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Un pensiero riguardo “Relata refero

  1. Cara Chicca,
    di a Chips (con la acca, d’ora in poi, per assonanza ) che non dissento. E veniamo a noi:
    a me “la tredicesima” m’ha deluso, quasi per le stesse ragioni per le quali a te √® piaciuta. Riconosco per√≤ che io sono di gusti molto difficili (sia chiaro, non ho detto migliori, n√© lo penso), e sul tema ho letto di meglio. Resta il fatto che il romanzo si fa leggere, e non √® poco; che non ‘cade’ in trappola; che funziona, e fino alla fine. Solo che, per dirla con il titolo di un romanzo formidabile, “la fine √® nota”… (sellerio, mi pare).
    Ora io sto leggendo, fra l’altro, “Giallo su Giallo”, di quel collega alle prime armi di tuo marito, tal Gianni Mura. Che el me piase, par bon…
    PS vediamoci, tanto Lui √® cattolico….

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