Radici che si estirpano

No, non sono d’accordo con chi ha tratteggiato la figura di Luciano Pavarotti come di una di quelle retrive “cartoline italiane” buone solo per gli emigranti o la bassa cultura popolana.
Pavarotti è stato il più grande epigono di una tradizione di cantanti – di cui i tenori sono le “star” – che tramandano la cultura altissima della musica lirica, questa sì “Made in Italy”. Una cultura musicale nobile, con esponenti quali Verdi, Puccini, Rossini, che rimanda alle vicende storiche del Risorgimento e della nascita dell’Italia. E spero ci siano suoi eredi.
Sono le nostre radici. E lasciamo stare le intrusioni nel pop; o forse, diamo atto a Pavarotti di aver nuovamente resa popolare la lirica. Mia nonna sapeva a memoria le arie delle Opere, questa era la sua cultura di matrice popolare.
Noi abbiamo i Finley, e questa sarebbe la nostra?

Solidarietà a Lirio

Non conosco di persona Lirio Abbate perché la nostra agenzia è ramificata ovunque ed è una sorta di “famiglia allargata”. E’ un cronista, non una “firma”, solo una persona alla ricerca di notizie
Qualcuno, a Palermo, lo conosce, lo odia e lo ha messo nel mirino per quello che scrive, o meglio, per ciò che vede, sa e non ha paura di riferire.
Domani a Palermo ci sarà una manifestazione di solidarietà della categoria. Dici: bravo, visto che ti minacciano da vicino. Bè, io penso alle tante mafiette che ci stanno intorno, di cui mi impegno a dare notizia.
Se volete dare un segno di solidarietà scrivete pure ad ansa punto palermo at ansanet punto it.