Tutto sommato

Ho visto il centro di calcolo della Regione Veneto al Parco scientifico tecnologico, enorme e inutilizzato per insipienza politica.
Lo stesso “parco” in realtà è un enorme investimento immobiliare: c’è di tutto meno che scientifico-tecnologico.
Penso alle inutili elucubrazioni della politica televisiva e della cultura pop e ai cori nichilisti della subcultura Ultra.
Vedo la storia di Google e del concorso da 10 milioni che in Italia non si può fare per l’assurda burocrazia.
Ho fatto i miei conti e sono arrivato alla somma:
Paese di m….

Quali inchieste?

Non provo particolare eccitazione per il fatto che Repubblica.it aggiunga materiale video, audio e altri ammennicoli multimediali a una pseudo-inchiesta che ricorda i vituperevoli “puttan-tour” della gioventù sfaticata anni ’80.
Se questo è il valore aggiunto dell’informazione ai tempi di internet, mi sembra ben poco diverso alle foto di qualche particolare scabroso delle periferie di Roma di Panorama gestione-Belpietro, tanto per generalizzare.
Dove sono le cifre del fenomeno, dove i perché? C’è chi li aiuta, sti ragazzi? O siamo al documentario simili-Jene?
Beninteso, sono stufo anche di quei pseudo-reportage confezionati dalle grandi firme che si fanno un paio di giorni in albergo spesato, entrano nella redazione di un quotidiano locale, si fanno dire due cose, sentono il personaggio-simbolo (per loro), scrivono una paginata in bell’italiano poi pubblicano un libro raccolta qualche mese dopo.
E si costruiscono una loro realtà virtuale.

Buco richiuso

(Le puntate precedenti 1, 2, 3)
Oggi sono arrivati i muratori e hanno chiuso tutto. Bisogner far seccare la malta, mettere le piastrelle poi arriver l’idraulico che rimetter il cesso.
La colonna?
Quella la rifaremo. Da fuori, dice l’idraulico. E sar un’altra storia.
Intanto vedremo l’assicurazione.
Mia moglie? Bene, benissimo. Ha tenuto buona la signora del piano inferiore, che era ancora pi agitata.

Da blogger a Udine: riflessione

Ovviamente, non posso prescindere del tutto dal mio essere giornalista, ma faccio qualche considerazione dalla mezza giornata passata all’Assemblea dell’ARE da “cittadino qualunque dotato di tecnologia”.
A parte le osservazioni critiche che ho già fatto sulle dotazioni tecniche della sede congressuale, ho cercato di vedere com’è un’assemblea politica di un’organizzazione singolare, vista senza l’assillo della notizia.
A parte che la notizia del giorno l’avevo già data (la classe non è acqua…), devo dire che la varietà di “roba” e di discussioni è talmente frammentaria che uno che frequenti cose come questa senza uno scopo specifico ci si perde.
Così ho guardato un po’ in giro, ho fatto qualche foto, guardato di cattivo occhio dai fotografi ufficiali. Avrei voluto vedere Illy alle prese con un’intervista col telefonino, ma il suo portavoce lo marca stretto…
Oggi c’era una sessione plenaria con varie discussioni, l’adozione di risoluzioni, un premio alla comunicazione, due “lezioni”, più tre firme di accordi tra FVG e contee romene. Uno non ci si racapezza.
A prescindere dalla natura dell’evento, l’idea di invitare blogger non credo possa essere solo un mero “diversivo” per fare notizia. L’esperienza americana e quella europea dice che si può fare una scelta oculata a seconda degli eventi, per averne una lettura da angoli diversi, con la capacità di un’analisi più pacata rispetto a quella dei giornalisti ma allo stesso tempo “in tempo reale”.
Dall'”esterno” ho notato che i giornalisti non prestano attenzione all’evento clou in sala, basandosi sui resoconti dell’ufficio stampa, anche perché in sala non era possibile stare nemmeno con un pc attaccato alla spina elettrica. Così quelli che davvero seguivano i lavori erano pochi, il resto correva per corridoi.
Ok, l’evento politico spesso si consuma nei corridoi, ma questo non era il caso. Meglio essere testimoni diretti di quel che si dice, almeno qui.
Voi che ne dite?

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