Ma in che rete vivete?

Una sgangherata “Amaca” spara contro Twitter, senza capirne la logica, scambiando la parte (i contatti) per il tutto (il SN).

Poi l’accusa va contro i 140 caratteri che non favorirebbero l’approfondimento. Ma guarda un po’. Eppure piace tanto scrivere battute fulminanti, aforismi, telegrammi, Jene…

Poi leggo che il radical chic sarebbe in crisi solo perché un paio di trasmissioni non raggiungono lo share sperato.

E’ solo questione di reti. La mia rete è quella in cui mi rispecchio, quella di mio figlio non è la mia, non so se è meglio. C’è qualche punto di contatto reale, per esempio tra me e mio figlio, che si approfondisce nel dialogo e nella comprensione reciproca. Reti che si toccano, appunto.

Non isole che giudicano altre isole. Non atolli esclusivi – o torri d’avorio – che credono ancora di lanciare messaggi alle folle e di essere seguiti come pifferai magici.

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