Lascia stare il sacro…

Ci sto pensando da qualche giorno e ho scambiato qualche battuta a mo’ di test con qualche amico e collega, ma quel trito ritornello della casa come “valore sacro” per gli Italiani che giustificherebbe l’eliminazione e addirittura il rimborso dell’IMU come promesso da Berlusconi e altri candidati del centrodestra a me stona parecchio.

Voglio dire, il fatto che il cittadino possa e debba avere assicurato un tetto sotto cui ripararsi e costruire la sua vita e la sua famiglia mi sta bene. Diciamo che è un diritto, sancito anche mi sa da qualche parte nella Costituzione. Diritto alla casa, e va bene; lo lanciano come slogan anche quelli che okkupano le case sfitte.

Ma quel “sacro” che segnerebbe i confini di un edificio dentro cui lo Stato “vessatore” non dovrebbe entrare, proprio non mi va giù. Ma sto dicendo qualcosa di sbagliato?

Provo a fare qualche riflessione a voce (scritta) alta.

Primo, più pratico: se ti vuoi costruire una casa – spero non abusiva poi condonata – o acquistare un appartamento in cui vivere, vabbè che è una conquista, che è tua, che è il tuo nucleo. Ma il tuo Comune deve costruirci gli allacciamenti alla luce, al gas, alle fognature, ai servizi… magari ci mette un bel marciapiede o addirittura ti ci fa una zona pedonale. Insomma, quello si è uno spazio privato ma è anche in rapporto con il pubblico. Che poi tanto estraneo a te non è, appunto. E perché non dovresti contribuire al suo mantenimento, proprio perché ti sei preso una parte dello spazio di quel territorio, magari pagando l’IMU (o l’ICI, il cui gettito andava ai Comuni; poi qualcuno aveva deciso di “sacralizzare”…).

Secondo, più ideale: perché una casa è una realtà diversa dallo “Stato-che-non-ci-deve-entrare“? Ho costituito una famiglia e preso una casa per rinchiudermici dentro, per non istituire relazioni, comunità, spazi per amici, conoscenti, parenti, società? Ho capito che non ci devono entrare i delinquenti, ma lo stato non è delinquente, e se lo percepisco tale è per i suoi pessimi interpreti.

Spazio “sacro”, dunque, ma non “esclusivo”. Anzi, ancor più sacro se saprà essere aperto, se contribuirà alla crescita dell’insieme. E se per questo si paga una tassa – per me è stata la stessa di sei anni fa – che si traduce in servizi, perché no?

Ecco perché secondo me chi parla di togliere l’IMU “perché la casa è sacra” fa solo della demagogia idiota.

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