SolidarietÓ a Lirio

Non conosco di persona Lirio Abbate perchÚ la nostra agenzia Ŕ ramificata ovunque ed Ŕ una sorta di “famiglia allargata”. E’ un cronista, non una “firma”, solo una persona alla ricerca di notizie
Qualcuno, a Palermo, lo conosce, lo odia e lo ha messo nel mirino per quello che scrive, o meglio, per ci˛ che vede, sa e non ha paura di riferire.
Domani a Palermo ci sarÓ una manifestazione di solidarietÓ della categoria. Dici: bravo, visto che ti minacciano da vicino. BŔ, io penso alle tante mafiette che ci stanno intorno, di cui mi impegno a dare notizia.
Se volete dare un segno di solidarietÓ scrivete pure ad ansa punto palermo at ansanet punto it.

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E-polis, ritorno con tagli e un’ombra

La catena Epolis dunque torna in vita, ma a prezzo di ulteriori risparmi e con un’ombra, quella di un cambiamento di linea editoriale dall’attuale – di sapore centrosinistra – a una pi¨ benevola con la Cdl. Il nuovo azionista di maggioranza Rigotti pare infatti sia vicino al Cavaliere, e Grauso ha ancora il 25% della societÓ, non credo per poco. Il direttore Antonio Cipriani, qualora il “pifferaio magico” sardo se ne andasse (probabile), potrebbe dunque a sua volta dimettersi.
Intanto, la foliazione del quotidiano scenderÓ da 64 a 48 pagine, e soprattutto le cronache locali (finora punto di forza della testata) saranno otto anzichÚ 12. I giornalisti reintegrati sono 106 da 136 che erano. Non avranno pi¨ una redazione vera e propria, ma l’azienda darÓ loro pc e telefonino per il telelavoro, in pratica – senza limite di orari – potranno impaginare da casa grazie al sistema editoriale in rete. Questa Ŕ una novitÓ per il panorama giornalistico tradizionale, che potrebbe scardinare alcuni elementi dello stesso contratto di lavoro.
Come molti, sono solidale con i colleghi delle testate, che sono bravi, giovani, passati attraverso lo sfruttamento delle vecchie redazioni che proprio da Epolis sono state messe in grave difficoltÓ. Sperando che l’esperimento non si sgonfi tra i vari free press sciapi che si vedono in giro.

Famosi in dieci anni

Il Corriere (anche su carta) celebra il presunto decennale dei blog. E il primo posto di Pandemia.
Bene, anche se a mio avviso permane la classificazione e la percezione del blog (e di Internet) come luogo bizzarro/personale. Non aiuta nemmeno, a mio parere, considerarlo un target da azioni di marketing.
A mio avviso c’├Ę qualcosa di pi├╣. State attenti, voi che ricevete in prestito un telefonino…

Chi risponde a chi?

A Marco (scusa, evidentemente il mio MT non funziona se ho scoperto il tuo commento attraverso quel che hai scritto sul blog di Paolo…):
– C’├Ę un solo precedente (vado a memoria, non sono Google) in cui Giacomo Amadori abbia optato per pubblicare uno scoop prima sul web anzich├ę sul giornale di carta, ed ├Ę quello della notizia sull’indagine a carico di un poliziotto per la presunta manipolazione delle prove nell’indagine Unabomber. La mia ipotesi ├Ę che dietro ci sia quella logica che ho cercato di spiegare nel post precedente. Tempo addietro, si sarebbe aspettato di uscire su carta, magari con un lancio-stampa per aumentare l’attesa e le vendite (e gli introiti pubblicitari). Adesso no.
Da giornalista a met├á via tra la tradizione e il web, credo sia una bella pensata: un “buco” mica da niente, una valorizzazione del sito su una notizia vera, poi, caspita, ├Ę Prodi!
Decisione foriera di dinamiche virtuose. Magari il direttore Pietro Calabrese ci ha pensato su un attimo prima di dare l’ok… Ma su questo non indugio.
A Paolo:
– Sul mancato link in Ansa.it (di cui so, del Corriere ninz├▓!).
So che il sito non ├Ę il massimo.
So pure – a quanto mi hanno fatto vedere – che con il sistema editoriale in dotazione ├Ę possibile mettere link nel o sotto il testo. Non ├Ę stato fatto, e non so che cosa possa essere successo nella “catena” – invero complicata – di produzione.
Non so se la notizia uscita su Panorama.it sia stata “vista” in una delle redazioni “classiche” dell’Ansa, poi sia “rimbalzata” nella redazione Internet che si sia quindi limitata a un copia-e-incolla senza link, che ci sia stata una svista, le cavallette, l’inondazione, bruciata la casa…
Ma dare dei deficienti non significa “pretendere delle risposte da chi decide di partecipare alle conversazioni in rete”, significa chiudere la bocca agli altri con violenza. C’├Ę un’agenzia, non una “fabbrica di veline” – come tu altrove scrivi nel tuo blog – che guarda con interesse alle novit├á in rete, come testimonia l’incontro del 29. A te non interessa? Non “capiremo mai”? Padrone di crederlo. Questa conversazione l’hai soffocata sul nascere.
P.S.: Queste due risposte hanno a che fare con due temi diversi, anche se si rifanno a un medesimo episodio.
P.P.S.: Questo post non contiene link, tanto c’├Ę Technorati.
UPDATE 17/7: Marco rende noto che Repubblica aveva la stessa notizia. Il punto 1.0 del mio post precedente trova una conferma: Panorama.it ├Ę stato furbo ad approfittare del web per “bruciare” i colleghi. Vecchio trucco da giornalisti: ├Ę un punto d’onore uscire per primi. Avere il sito ├Ę un’opportunit├á in pi├╣.

Uno prima dell’altro

La discussione lanciata da Marco Mazzei┬á├Ę un po’ come chiedere al pubblico di spiegare un trucco di un illusionista.
La vera domanda ├Ę: perch├ę Panorama lancia prima sul suo sito, e non sul settimanale di carta, lo “scoop” di Giacomo Amadori (che ├Ę un giornalista in forza da sempre al giornale)?
– 1.0: Sa che la notizia sta per essere pubblicata da qualcun altro e allora, per non bruciarla, usa – una volta tanto – il web.
– 1.1: Qualcuno suggerisce di non aspettare l’uscita in edicola, per dare un’ulteriore “spallata” al centrosinistra.
– 0.0: I blogger ci cascheranno come pesci all’amo.
O credete che la notizia venga dalla redazione web di Panorama.it?