Oggi vendere allegramente un brutto disco come era possible fare fino a qualche anno fa diventata impresa dal marketing titanico, costoso, raffinatissimo ed ugualmente dagli esiti incerti. Raccolte riciclate di vecchi hit di star in crisi creativa? Sar sempre pi difficile smerciarle. Nuovi fantastici lavori di autori senza talento con coro di cantanti afoni? Non abboccher nessuno.

Un po’ ottimista ma interessante il “prossimo” Massimo Mantellini

I can’t wait…

Sarà una follia, ma visto che lo ripropongono nell’ultimo spot Honda, lo ammetto: The Weekend di Michael Gray è un brano che m’acchiappa.

E vabbè che è roba da disco… ognuno ha le proprie debolezze.

La canzone più brutta dell’anno

Propendo per “Convivendo” di Biagio Antonacci.
Le ragioni, in sintesi:
– Motivetto insulso, con uso scemo del piano Hammond su una base ritmica da trenino in corsa (ben altro effetto fece su “Wild Horses” di Gino Vannelli);
– Voce ormai disfonica e stonata del cantante;
– Testo che più idiota non si può, con insulti alla lingua italiana. Come esempio, l’uso diretto di verbi indiretti: “Dicono che per stare insieme a te/Bisognerebbe darti (a chi?) e mai privarti (di che?)”. Evidentemente, per quest’ultimo verbo, Antonacci non sapeva che altro trovare, visto che toglierti non ci sta con l’accento e levarti suona male.
– Video bucolico improbabile, con presenza irritante di una Seicento decappottabile tolta da qualche film d’epoca. Clamoroso e inutile tentativo di attirare morbosità degli spettatori maschi con l’utilizzo improvvido di una Canalis sempre più marmorea, nel senso che ha espressioni meno mobili di una statua.
[nello stile di Daveblog]