Fuori dal vaso

Sì, sempre bello da leggere il nuovo reportage di Paolo Rumiz, a puntate su Repubblica.
Però l’ottimo giornalista triestino sta tirando un po’ troppo la corda: prima in treno per l’Europa, poi in bici nei Balcani, poi a Gerusalemme, adesso in Topolino lungo l’Appennino.
E poi? In razzo per l’Universo?
Magari, dirà qualcuno

Un salumiere a San Giusto

Solo a Trieste poteva vincere la Cdl, e lo ha fatto, tra l’altro perdendo la Provincia, dove si era ripresentato il presidente uscente. E il rieletto sindaco Dipiazza non canta tanto vittoria, perché è stato trascinato al ballottaggio, cosa rara per i sindaci uscenti.
E così Trieste ha scelto il suo futuro: l’isolamento. Unica amministrazione di centrodestra con Provincia, Regione e Governo all’Unione.
Tanto, i triestini sono in maggioranza vecchi, ricchi sfondati (azioni Generali), affittano appartamenti a prezzi esorbitanti ai poveri studenti… che gliene frega? Il sindaco gli asfalta le strade… e gli azzererà l’ICI in cinque anni. E loro gli credono, pure.

Dicheno

Pare che quest’anno sia Trieste la città più vivibile d’Italia. Almeno a leggere certi studi basati su non so quali parametri “oggettivi”.
Tanto basta per far pavoneggiare il sindaco Roberto Dipiazza, che ne ha approfittato per convocare l’ennesima conferenza stampa, attaccare i giornalisti che lo attaccano, e a fargli proclamare che “la città nel 2007 esploderà”.
Ora qualcuno spieghi, al Dipiazza o al sottoscritto, se queste parole indicano una promessa, una minaccia o un oscuro presagio.

Consuelooooo!

Son già due volte che al Porto di Trieste vengono sequestrati carichi di televisori costruiti in Turchia e contenenti componenti con brevetto falso.
La marca ricorrente è la Amstrad, controllata dal fratello del presidente del Consiglio.
La fidanzata di costui fa pubblicità a questa stessa azienda, che fa anche macchine per caffè, quello pubblicizzato da Gigi Proietti.
Coincidenze?

Robe da ingolfo

Un po’ di tutto preso dal giornale locale:
– Esclusiva mondiale in prima pagina, evidentemente, e chissà perché non ci hanno fatto i miliardi. Didascalia: “Il pianto in aula di Annamaria Franzoni”. Capperi! Come avranno fatto? Semplice: è la foto del funerale di Samuele.
– Pare che Trieste abbia perso 37 posti nella classifica di Legambiente per ecosistema urbano. Mi dico: avranno finito le città. Auto ovunque, motorini ovunque, benzina agevolata (cioè scontata) che invoglia a usare la macchina anche per andare a far pipì, nessun incentivo a usare l’autobus, nessuna iniziativa tipo car sharing… e il sindaco che dà la colpa di tutto l’inquinamento urbano a una vecchia Ferriera che sta alla periferia. Vabbè, tanto c’è la bora che pulisce tutto…
– Prima di cultura. Iniziative di alto spessore, in linea con l’amministrazione locale: inaugurata una mostra di… vasi da notte!

Alla faccia del bicarbonato di sodio!

Il nuovo marchio sarà costituito dall’insieme delle 8,565 x 10 ^16 variazioni ottenibili sezionando un quadrato in 36 parti secondo i primi 5 termini della serie di Fibonacci e visualizzandone 12 in maniera casuale: tutte le varianti ottenibili sono ammesse, ed è anzi incoraggiato l’impiego di disegni diversi in ogni occasione, al fine di evidenziare piuttosto che la singola forma il principio logico costruttivo, riportabile ai concetti chiave di aggregazione, ordine, complessità.

Sta roba sarebbe il nuovo logo della Insiel (che ne dici, Valde?)

Avvertenza piccante

Chi viene a Trieste sappia che – unica più che rara – è una città di mare con cucina di montagna, in particolare di gusto austriaco. Dove abbonda la carne e i condimenti acidi e piccanti, come la senape, i crauti, il rafano.
E a proposito di quest’ultima radice fortissima e piccantissima, so che è molto odiata da Mantellini. Quindi ti avverto, Massimo: essa ha vari nom, e oltre a quello più noto di “rafano”, e a quello orientaleggiante di “Wasabi”, è nota anche come kren
Ops, mi sa che sono arrivato in ritardo
(Piccola presa per i fondelli. Un abbraccio…)