1917

La mia città compie 90 anni. Era nata con l’utopia del quartiere-giardino, è stata dormitorio per operai, luogo di tensioni e di terrorismo brigatista.
Per me è stata la culla, il mio posto del cuore, la strada da frequentare con gli amici, la parrocchia dei frati.
Adesso hanno rifatto i giardinetti della piazza, e ci hanno messo un’isola wi-fi. Ci farò un salto col PC…

Un altro piccolo passo

C’era una volta, a Mestre, la trattoria “L’Antica Vida”, a due passi dalla centralissima piazza Ferretto, in riva al rigagnolo che corre in città, il Marzenego. Una trentina di anni fa, il Comune pensò a costruire in quella zona un grande centro culturale, un “Beaubourg mestrino”, e buttò giù quell’antica vestigia, tra le proteste della gente.
Ci vollero circa 25 anni per erigere il Centro culturale Candiani, dalla struttura ormai datata (un bel cubone disorganico di cemento) ma ormai doveva essere aperto…
Al piano terra, un piccolo locale era stato inizialmente pensato come un Internet Cafè, ma forse (era il 2001) non era ancora maturo il tempo, poi c’erano già gli internet point degli immigrati…
Insomma, quel localino ha vivacchiato finché il Comune non ha fatto un appalto per la gestione, che è stato vinto da un vecchio amico di Cips, Marco Boscarato, erede e gestore della rinomata Amelia, luogo di delizie dove abbiamo vissuto la cena blogger.
Bene, se non avete il tempo di un pranzo “lungo e calmo”, potete andare sotto il Candiani, alla “Vida Nova”, il nome che Marco ha coniato per il nuovo locale, in memoria dell’antica trattoria (quindi non pronunciatelo con la o aperta… è veneziano!). Ci si gustano piatti Amelia Style ma anche i classici “cicheti” alla veneziana per uno spuntino veloce.
E una grande sala al piano superiore sarà utilizzata anche per eventi culturali e letterari, come piace a Marco.

Basta usare “Altra”

C’è una iniziativa simpatica da parte del Comune di Venezia, ed è l’apertura, negli spazi dell’ex latteria “Plip” di Mestre, di un centro per la diffusione delle pratiche eque e solidali in economia. L’apertura è sabato 26 maggio, e lo spazio, che nasce dallo sviluppo di esperienze come Cambieresti, si chiamerà “Venezia per l’altraeconomia“.
Una sola osservazione: quando la smetteremo di usare l’aggettivo “altro”? C’è proprio bisogno di sentirsi alternativi? A che? A chi vogliamo fare le proposte? Ai soliti che ci vengono dietro, o a tutti?
Un po’ come il web: basta considerarlo “diverso”, rivoluzionario, altro.
Guardiamo le cose con calma, vediamone le potenzialità e le bontà, e cresceranno. Con noi.

Una “social” cena

Questa è stata una delle prelibatezze che Marco ha fatto degustare al sottoscritto e a Paolo, dopo la lezione (ottima) che quest’ultimo ha tenuto al corso di giornalismo del Centro Kolbe (altre su Flickr).
Grande ospitalità, come al solito, con cartoccetto di baccalà mantecato che ci siamo portati a casa, per la felicità delle rispettive mogli.
C’è una cena blogger in agguato, e faremo di tutto per non mancare…